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21/10/2014 Monreale

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Un Leopardi ottimista, le verità di Dante e Manzoni. Ecco il libro dei monrealesi Salvino Caputo e Davide Parisi

Un Leopardi ottimista, le verità di Dante e Manzoni. Ecco il libro dei monrealesi Salvino Caputo e Davide Parisi Stampa

ESCLUSIVA – I due autori raccontano il nuovo lavoro, "La notte dei pensieri", un viaggio attraverso nove secoli di letteratura italiana

Sarà presentato domani in forma quasi intima e riservata, il nuovo lavoro dello scrittore monrealese “La notte dei pensieri”; scritto insieme, ed è un debutto per lui, a Davide Parisi. Il libro attraversa rapido “a 300 chilometri orari”, per usare le parole di Salvino Caputo, oltre nove secoli di letteratura italiana. In questi dialoghi tra i due autori ed i protagonisti più significativi della nostra letteratura, Caputo e Parisi “smontano” le tesi a cui siamo abituati e raccontano di verità diverse. Così, per esempio, si scopre che Leopardi non era affatto pessimista, anzi… E Dante, Galilei e Sciascia parleranno come mai hanno fatto.

Caputo, insomma, questo è un libro che deve per forza essere adottato dalle scuole?

“(sorride, ndr). Ci stiamo pensando…”.

Come nasce “La notte dei pensieri”?

“Non mi aveva mai sfiorato l’idea di scrivere narrativa. Quando ho conosciuto Sciascia, mi disse subito di smetterla di scrivere solo trattati scientifici e di dedicarmi alla narrativa, Lui è il mio maestro. Scriveva racconti, denunciava i drammi dell’Italia. “Il Giorno della Civetta” è un capolavoro, un libro per cui Sciascia ha avuto paura delle ritorsioni, anche dei politici”.

E poi cosa le fa cambiare idea?

“Il mio primo lavoro. “La congiura degli onesti” è una vera sfida che faccio a me stesso. Venivo dalla poesia, ero un cantautore. Il dramma della perdita di mia figlia mi ha fatto cambiare: scrivevo poesie, sonetti. Ho fatto una cosa che nessuno si sarebbe mai sognato di fare: ho messo in prosa le poesie. Penso di esserci riuscito”.

C’è stato un segno che l’ha spinta ad iniziare a scrivere prosa?

“Un sogno rivelatore. Sia Sciascia che mia figlia mi hanno detto di iniziare a scrivere. La congiura l’ho scritta in 12/16 mesi. È uno spaccato boccaccesco, ma è la mia anima. Non avevo previsto nessun secondo capitolo, ma poi mi sono innamorato di Davide Parisi, il figlio che avrei voluto adottare e che non ho mai adottato”.

Un incontro quasi da film…

“Vero. Ho letto qualche suo articolo in un blog politico e ne sono rimasto affascinato. Tanto che gli dissi subito “io e te scriveremo un libro insieme”. E così è stato”.

Da qui, dunque, “La notte dei pensieri”.

“Ci siamo incontrati qualche volta, poi abbiamo fatto degli incontri con delle persone e con dei personaggi politici. Pian piano quella che era un’idea, un modo per trascorrere delle ore con degli amici, è diventata, invece, un nostro scopo, ossia quello di far tornare ad innamorare gli studenti della narrativa italiana”.

Ci siete riusciti?

“Credo di si, perché chi leggerà questi dialoghi tra noi ed i personaggi della nostra letteratura non potrà non rimanere affascinato. Scoprirà verità rivelate dagli stessi autori sconosciute”

E già pensa al suo terzo libro?

“Certo. Si intitolerà “Processo a Caifa” e dimostrerò che la storia di Gesù, quella a cui siamo abituati oggi, è tutta finta, che gli apostoli erano finti ed erano un’invenzione di San Paolo che ha costruito la più grande lobby della storia. Mi aspetto decine di denunce dal Vaticano”.

 

Parisi, lei debutta come scrittore e lo fa in un libro scritto a 4 mani. Com’è stato?

“La cosa più facile del mondo. C’era empatia e simpatia tra di noi e tutto è riuscito con semplicità”.

Raccontate nove secoli di letteratura. Come ci siete riusciti?

“Abbiamo necessariamente dovuto fare delle scelte sugli autori da intervistare: ci sono Dante, Petrarca, Boccaccio, Leopardi, Machiavelli, Galilei, Da Vinci, Manzoni, Foscolo, Verga, Pirandello, Svevo, l’immancabile Sciascia e poi ci siamo sia io che Salvino”.

Lei, infatti, è un professore di italiano…

“Insegno Italiano e storia all’istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa di Partinico”

Che professore è?

“Molto esigente. Credo che si debba tirare fuori il meglio dagli studenti. Ma essere rigorosi ed esigenti non vuol dire mettere brutti voti. Io metto anche i 10. Non credo nelle medie aritmetiche. Per me se oggi sei da 4, ma la volta successiva prendi 6, significa che in quel momento hai raggiunto la sufficienza e che puoi solo andare a migliorare. I ragazzi lo sanno che se studiano come dico io, avranno il massimo”

Lei non usa manuali?

“Li uso, ma solo come informazioni extra per i ragazzi. Le lezioni si svolgono confrontandoci, tirando fuori i pensieri veri e reali degli autori che andiamo a studiare”

Insomma, il docente che tutti vorrebbero…

“Dipende. Perché poi bisogna andare a casa, preparare le interrogazioni, studiare anche 250 pagine. Con me non è facile fare prestazioni brillanti”.

L’idea del libro com’è nata?

“Questo folle (guardando Caputo) mi contatta e mi dice “Scriviamo un libro insieme”. Noi non c’eravamo mai visti, né sentiti. Poi ci siamo incontrati, abbiamo fatto la nostra prima “Notte dei pensieri” e me lo ha richiesto. Allora ho pensato: “questo qui è davvero pazzo”. Invece, ci siamo ritrovati a scrivere e d è stato fantastico”..

Insomma si darebbe un bel 10 per questo libro?

“Questo è un libro meditato. Io di solito scrivo di getto, ma poi passo molto tempo a revisionare. Qui non ho avuto molto tempo e non l’ho corretto come avrei voluto: mi do un bell’8”.

(FOTO DI SIMONE MARCHESE)   

Giorgio Vaiana

© Riproduzione riservata

Tags: la notte dei pensieri. libro - salvino caputo - davide parisi - letteratura italiana.dialoghi - autori - presentazione - congiura degli onesti - processo a caifa

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