Dal tuo Comune Monreale Palermo Alcamo Altofonte Bagheria Balestrate Belmonte Mezzagno Borgetto Camporeale Carini Casteldaccia Castellammare Castelluzzo Cefalù Cinisi Corleone Partinico Piana degli Albanesi San Cipirello San Giuseppe Jato San Vito Lo Capo Santa Cristina Gela Termini Imerese Terrasini Trabia
Facebook Page Twitter Google Plus YouTube Rss

Home Cronaca Politica Sport Eventi Palermo Regione Italia Mondo

Spazio Vitale
 
 

15/06/2015 Monreale

Matita di Legno

Se il fulmine colpisce il Duomo per illuminare gli  "scempi"

Se il fulmine colpisce il Duomo per illuminare gli  "scempi" Stampa

Un episodio che fa riflettere sul patrimonio storico della città che invece viene trascurato e lasciato in stato di abbandono

Francesco Gandini  in “Viaggi in Italia” pubblicato già a Cremona nel 1835 ci narra parlando del Cattedrale di Monreale che “un accidentale incendio consumò agli 8 dicembre del 1811 una parte del Duomo  che a grandi spese è già stata rifatta; i travi caduti piombarono sopra i due sepolcri, uno in porfido rosso di Guglielmo I e l’altro in marmo di Guglielmo II;…”

Che diranno le guide di domani? E che riporteranno in merito all’accaduto? La furia dei fulmini si è abbattuta sulla lanterna della cupola absidale e ha divelto l’elemento sommitale che è piombato sulla strada causando danni fortunatamente solo a cose. Eppure questa volta non c’è stato l’intervento di un sindaco allertato dalla Protezione Civile o dai Prefetti allarmato da una probabile “Allerta Meteo”.

Già dal basso si poteva apprezzare, a tempesta avvenuta, che il manto di copertura non era particolarmente danneggiato ma più che altro si tratta di un piccolo sfregio al volto del nostro Duomo. La copertura della lanterna pertanto potrà essere ripristinata con un intervento semplice, non troppo oneroso, con modesta attenzione. Inoltre lavorando secondo il principio della “anastilosi” alla  Giovannoni, si potrà ricostruire anche la sfera lapidea che svettava all’apice grazie al recupero delle parti ritrovate lungo la via arcivescovado e raccolte dalle maestranze della Fabbriceria. Non c’è stato innesco e propagazione di fiamme come nel 1811, ma evidentemente le forti vibrazioni sonore (tuoni)  hanno innescato un processo di riverbero acustico all’interno del catino absidale generando il distacco dello strato di vetro protettivo di qualche tessera musiva.

Quest’ultimo episodio ovviamente non compromette l’integrità dell’insieme, ma potrebbe pregiudicare la solidità dell’intero rivestimento poiché per l’appunto si parla di “patto sodale” tra le piccole parti vetrose tenute sul muro da una vecchia malta peraltro spesso poco coerente e umidiccia. Se non ricordo male era la fine degli anni ottanta quando si lavorava al mantenimento del tessuto musivo e sotto la gestione dell’Arcivescovo Cassisa arrivarono i fondi per il restauro delle travi lignee e per la disinfestazione delle colonie di termiti che operavano un attacco xilofago alle parti in legno. Aspettiamo con ansia che l’occhio della Soprintendenza ai Beni Culturali volga a noi il suo benevolo sguardo e che, allarmata, si attivi per una concreta azione di analisi e manutenzione.

Non per ultimo, questo evento, dovrebbe fare oltremodo riflettere su un Patrimonio costituito da una serie di emergenze storiche molto trascurate e in vero stato di abbandono in quanto prive di manutenzione e di semplice cura. Penso alla chiesa dell’Odigitria o alla chiesa della Madona dell’Orto per citarne solo due, ma non vorrei nemmeno vedere restauri in grado di annullare le tracce della tanto ricercata “patina dell’antico” (cfr. Morris e Brandi per citare due scuole di pensiero).

Registro delle aberrazioni progettuali quando ancora nel 2015 devo vedere apposta sulla tavolatura in legno dei tetti di edifici ecclesiastici guaine bituminose che ostacolano il normale flusso igrometrico a causa della assoluta incapacità di saper scegliere a livello progettuale quali materiali riescano a garantire la vita degli elementi lignei. Il problema della condensazione del vapor d’acqua, sia che avvenga sulle superfici delle strutture, sia che avvenga all’interno delle stesse, rappresenta un rischio sotto un duplice aspetto: quello legato alla conservazione delle strutture e quello legato alla salubrità degli ambienti. Non è raro infatti imbattersi nella formazione di muffe, o assistere alla disgregazione di intonaci e murature proprio a causa dei fenomeni suddetti, pertanto non sto qui a sottolineare quanto degrado si possa provocare in ambienti di pregio storico in cui il danno diviene irreversibile.

Allo stesso modo non mi piacerebbe trovare - a ponteggi smontati - accostamenti cromatici inventati e posticci che urlano sia per l’impiego di materie prime troppo contemporanee che per l’improvvida esperienza di maestranze poco avvezze alla sacralità del restauro.

Raimondo Burgio

© Riproduzione riservata

Tags: monreale - fulmine - duomo - danni - maltempo - blog - matita di legno - scempi - restauro - chiese - progetti - mosaico -

Notizie correlate:
- 15/06/2015  Monreale, domani il Ministero si pronuncia sul nuovo comandante della polizia municipale
- 15/06/2015  E' monrealese il campione italiano Marathon Mountain Bike 2015
- 13/06/2015  Monreale ricorda il "suo" capitano Mario D'Aleo
- 12/06/2015  Monreale, il comune stipula i contratti per la manutenzione idrica ed elettrica
- 12/06/2015  Monreale, tensione all’interno del Pd, verso il cambio delle deleghe degli assessori

Ottica Nuova Visione Monreale
COMMENTI




















Testata Giornalistica Registrata - Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013
Direttore Responsabile Giorgio Vaiana - Condirettore Responsabile Michele Ferraro

Versione Mobile - Disclaimer - Pubblicità - Privacy - Scriveteci
© 2018 - Migi Press Snc - vincenzoganci.com - Codice Sorgente di Fp Web