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13/05/2014 Monreale

Scritto da voi

Monteirreale, "così ci prendiamo cura dei nostri cani"

Monteirreale, "così ci prendiamo cura dei nostri cani" Stampa

Seconda puntata dello scritto del monrealese Sergio Calderaro per la nostra rubrica

Continua il nostro viaggio immaginario a "Monteirreale", questa cittadina del sud raccontata dal monrealese Sergio Calderaro che ha raccolto il nostro invito a pubblicare un proprio scritto nella nostra rubrica "Scritto da voi". Pubblichiamo oggi la seconda di quattro puntate di Monteirreale. Oggi Sergio racconta di come è affrontata in questo Paese la vicenda degli animali...

Vi avevo descritto l’ altra volta come in questo paese tutto funzioni benissimo. Ora però scrivo per dirvi che non proprio tutto funziona a puntino. Infatti torno adesso dal cimitero degli animali e la lampada votiva , che accompagna la sepoltura dei nostri amici, non funziona ancora. E dire che avevo segnalato il disservizio all’ufficio competente già ieri pomeriggio. Eppure, a distanza di quasi 16 ore dalla segnalazione, ancora la lampada non funziona. Sarà colpa del piccolo pannello solare che alimenta la lampada, sarà che l’alluvione di qualche tempo fa ha neutralizzato un qualche contatto, fatto sta che la lampada stamattina era spenta. Ora non che la lampada sia indispensabile, ma bisogna considerare che è comunque un simbolo dell’affetto che ognuno prova nel ricordare chi ci ha accompagnato per un tratto di strada della nostra vita.

D’altro canto è doveroso dire che, a parte questo piccolo, spero risolvibile problema personale, il paese di Monteirreale è apprezzato dalla totalità delle organizzazioni animaliste mondiali che già da diversi anni lo studiano e che tentano, in qualche caso di imitarlo.            Nel nostro paese infatti molti anni fa un documento condiviso da tutta la popolazione, come del resto tutti i documenti che influiscono sulla vita di tutti i cittadini, chiamato “carta locale dei diritti degli animali”, descriveva in modo minuzioso quali dovessero essere i diritti minimi degli animali, troppo noti per ricordarli qui. Fu istituito un “Ufficio Pubblico per il benessere animale”  che è ormai chiuso da anni perchè a parte un periodo, molto breve di adattamento, la funzione stessa dell’ ufficio si rivelò essere superflua. Infatti, in tutte le case degli abitanti del paese oggi potete trovare almeno uno o due animali domestici, regolarmente curati e accuditi dai propri “familiari” con l’aiuto delle istituzioni pubbliche (ambulatorio veterinario gratuito, anagrafe canina, con registro delle unioni civili, etc… ). È superfluo dire che ormai da anni gli animali del paese vengono considerati alla stregua di cittadini ed è a partire da quel momento che i casi di “allergia al pelo di animale“ hanno subito un brusco, prevedibile calo. Inoltre la cura generalizzata degli animali ha portato a maggiore tolleranza nei rapporti quotidiani fra i cittadini, gli animali e gli animali tra di loro. Infatti si notò subito, ad esempio, che le riunioni di condominio dove ognuno, come è logico in qualsiasi frangente, poteva accompagnarsi col proprio animale domestico, avevano uno svolgimento meno caotico e più costruttivo, cosa che fu notata anche in altre occasioni : una per tutte i consigli comunali.

È chiaro che esistono anche cani che, per loro indole, non riescono ad adattarsi alla vita familiare. In questo caso  quelli che qui vengono affettuosamente chiamati  “cani liberi” sono adottati e curati dalla popolazione intera che li considera patrimonio comune. Inoltre a scuola e in famiglia sono scomparsi i luoghi comuni che riguardavano gli animali (il ”Lupo Cattivo” non esiste più da anni) mentre abbondano gli esempi di animali che hanno salvato centinaia di vite umane o che hanno accompagnato da millenni l’uomo nelle sue attività (i cani da pastore, i cani bagnini, i cani da guardia, i cani guida, etc…) mentre su tutti primeggia il Lupo che parlò con un famoso Santo a dimostrazione che, a saperli ascoltare, gli animali hanno molto da dire, persino ad un Santo.

C’è però una cosa che ancora oggi non capisco per cui chiedo un aiuto a voi concittadini soprattutto anziani : perché per fare paura ad un bambino irrequieto si dice : “stai attento che se no viene il sindaco e ti mangia”?

P.S. Mentre sto finendo di scrivere è arrivato un messaggio che dice che il problema della lampada della mia cagnolina è risolto. Ora sono più tranquillo.

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(La foto dell'articolo è di Simone Marchese)

La Redazione

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Tags: monteirreale - sergio calderaro - scritto - lettori - rubrica - monreale - seconda - parte - seconda - puntata

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