Dal tuo Comune Monreale Palermo Alcamo Altofonte Bagheria Balestrate Belmonte Mezzagno Borgetto Camporeale Carini Casteldaccia Castellammare Castelluzzo Cefalù Cinisi Corleone Partinico Piana degli Albanesi San Cipirello San Giuseppe Jato San Vito Lo Capo Santa Cristina Gela Termini Imerese Terrasini Trabia
Facebook Page Twitter Google Plus YouTube Rss

Home Cronaca Politica Sport Eventi Palermo Regione Italia Mondo

Spazio Vitale
 
 

24/11/2015 Monreale

Cronaca

Monreale, il giudice Di Matteo al Basile: “Non siate mai indifferenti”

Monreale, il giudice Di Matteo al Basile: “Non siate mai indifferenti” Stampa

Il magistrato ospite della scuola monrealese parla a lungo con i ragazzi

Quando la cultura e la legalità arrivano "fisicamente" nella scuola, la scuola risponde con entusiasmo e partecipazione e quando il giudice Di Matteo entra nel plesso del Basile, preceduto dalle auto blindate e da i numerosi agenti della scorta, l'impressione è quella delle grandi occasioni. I saluti della giornata sono affidati alla preside Giannino che introduce subito la figura del giudice.  Apre la discussione, Salvo Palazzolo, il giornalista che ha scritto il libro "Collusi" insieme al giudice Di Matteo.

La "narrazione" di Palazzolo parte da lontano, da quando era bambino e viveva, senza saperlo, accanto ad una donna straordinaria che ha visto il figlio morire per mano della mafia e quando, giovane cronista, fu il primo ad arrivare in via D'Amelio e rimase per due ore incapace di scrivere alcunchè a causa dello shock provocato da ciò che stava vedendo. Poi tocca al giudice Di Matteo e ricorda anche lui di essere "palermitano e siciliano" come i giovani presenti, di trovarsi in un luogo, Palermo e la Sicilia, dove negli anni passati si sono succeduti omicidi "eccellenti" e "processi eccellenti", dove bisogna "evitare di essere indifferenti" perchè la mafia è diventata potente proprio per questo, perchè troppi cittadini sono stati indifferenti a tutto ciò che accadeva, perchè la rassegnazione è stata la prima forma di alimentazione di questa indifferenza.

Solo 10 anni fa, continua Di Matteo, i capi mafia giravano in questi territori indisturbati ed era impensabile che nelle scuole e nella famiglie si parlasse di queste tematiche di antimafia: le cose sono cambiate, molto è stato fatto ma siamo ad un bivio e si deve fare un salto di qualità. La mafia siciliana "è da sempre alla ricerca delle Istituzioni e deve essere colpita li, nella sua ricerca di legami con il potere".

Il giudice è un fiume in piena, ribadisce con forza i concetti già espressi nel suo libro e sottolinea soprattutto come sia la mentalità della "raccomandazione" a distruggere il merito, come sia facile farsi affascinare dalle sollecitazioni al disinteresse. Quelli che vogliono ciò, specialmente nei giovani, sono quelli che vogliono trasformare i cittadini in sudditi e conclude con l'auspicio che l'incontro di oggi non rimanga un suo monologo, ma si trasformi in un dialogo, in un confronto costruttivo, ricordando ancora che oggi in questo paese deve esserci una nuova "guerra di resistenza", una nuova lotta di liberazione contro la mentalità mafiosa perchè la mafia verrà sconfitta ma bisogna credere nel proprio futuro, bisogna ricordare sempre che il mafioso è un vigliacco: proprio a Monreale il Capitano Basile è stato ucciso in maniera vigliacca, con il figlio in braccio e il territorio di Monreale purtroppo è pieno di fatti del genere, come, fra gli altri, il sequestro e l'uccisione del piccolo Di Matteo. 

Conclude la prima fase dell'incontro il Comandante dei Carabinieri di Monreale Guido Volpe, affiancato da Salvo Spiteri, titolare della libreria Modus Vivendi e da Fabrizio Piazza che, insieme alla professoressa Cicatello, hanno permesso l'organizzazione dell'evento al Basile, e inizia l'intervento degli alunni, preparati nei giorni precedenti dai docenti che hanno sollecitato ad una lettura attenta del libro e alla preparazione di numerose domande poste al giudice, il quale ascolta e annota con pazienza e attenzione.  

Per dare un po’ di tempo al giudice, Salvo Palazzolo propone un "gioco", immagina di essere in una redazione di un giornale, e di fare una vera ricerca delle persone che hanno detto “no” alla mafia, di andare nei sotterranei del "palazzaccio" (Il tribunale) e di cercare atti, parole e storia delle persone testimoni dirette dei fatti, se hanno avuto o meno il coraggio della verità. Ma bisogna andare anche nei luoghi dove sono successi i fatti, dove spesso sono state rubate le ultime parole delle vittime, come la famosa agenda rossa di Borsellino o gli otto sacchi di materiale cartaceo di Peppino Impastato, solo per citarne alcuni. Riina diceva che "ci sono persone che fanno più danno da morte che da vive" ed evidentemente questo principio, continua Palazzolo, era già ben chiaro allora e lo sembra essere ancor oggi.

Maria Rosaria Bonanno

© Riproduzione riservata

Tags: monreale - incontro - studenti - scuola - istituto - basile - liceo - giudice - nino di matteo - mafia - antimafia - giornalista - repubblica - salvo palazzolo -

Gallery


Notizie correlate:
- 24/11/2015  Monreale celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un incontro e un flash mob
- 24/11/2015  Monreale, "magia" degli operai dell'acquedotto per occultare una perdita
- 22/11/2015  Monreale, via Biagio Giordano, da un mese i resti della potatura occupano il marciapiede
- 21/11/2015  Monreale, la buona alimentazione come stile di vita: il seminario a villa Savoia
- 21/11/2015  Mafia, operazione "Grande passo 3": i carabinieri di Monreale sequestrano armi e munizioni

Ottica Nuova Visione Monreale
COMMENTI




















Testata Giornalistica Registrata - Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013
Direttore Responsabile Giorgio Vaiana - Condirettore Responsabile Michele Ferraro

Versione Mobile - Disclaimer - Pubblicità - Privacy - Scriveteci
© 2019 - Migi Press Snc - vincenzoganci.com - Codice Sorgente di Fp Web