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19/05/2014 Monreale

Le Inchieste

Monreale, il Cres in mano ai ladri: devastata una struttura milionaria

Monreale, il Cres in mano ai ladri: devastata una struttura milionaria Stampa

Hanno portato via di tutto, facendo danni per svariati milioni. Eppure prima c'era un custode...

Inizia il nostro reportage dedicato al Cres. Ci siamo introdotti all’interno della maxi struttura per vedere con i nostri occhi in quale condizione fosse. Ecco il racconto del nostro direttore che è stato sul posto insieme al fotografo Vincenzo Ganci che, con i suoi scatti, ha reso possibile mostrarvi lo stato dei luoghi.

È una delle strutture fantasma del nostro territorio. Il Cres, centro per la ricerca elettronica in Sicilia era nato con l’intento di diventare uno dei gioielli del territorio, un vero punto di riferimento e di eccellenza nel campo delle ricerche. Ma il progetto, troppo ambizioso, si è arenato miseramente. Lasciandosi alle spalle fiumi di denaro spesi inutilmente ed una struttura, milionaria, alla mercè dei vandali che, giorno dopo giorno, la stanno svuotando senza che nessuno faccia qualcosa. La struttura è nata nel 1974 su un terreno che ancora oggi è di proprietà del comune di Monreale, in via Regione Siciliana, la strada che conduce nella frazione di San Martino delle Scale. Si trattava di un ente che aveva alle sue dipendenze 41 dipendenti e che era finanziato dall’ex famosa tabella H della Regione siciliana ed aveva come soci anche il Comune di Monreale, la Provincia di Palermo e quella di Agrigento. Si aggiunse in seguito l’Università di Palermo. L’idea del Cres venne a Piersanti Mattarella allora leader della sinistra Dc. Al suo progetto presero parte Leoluca Orlando, allora suo consigliere giuridico, Stefano Riva Sanseverino, brillante professore a Palermo della nuova facoltà di Ingegneria elettronica, ed Ignazio Romano, che insegnava Ingegneria elettrica

Ci vollero anni ed anni di contributi e finanziamenti, concessi a pioggia, per mantenere in vita un ente, nato forse con buoni propositi, ma diventato negli anni uno dei tanti carrozzoni regionali, partoriti dalle menti raffinate dei politici siciliani, buoni a stipendiare "parenti di" e "amici di". Chi conosce bene il Cres ricorda davvero poco del contributo fornito alla ricerca scientifica di settore.

Dopo soli dieci anni, si capì subito che il Cres era diventato solo una struttura “di facciata” per concedere stipendi. Gli stessi lavoratori non avevano più il minimo stimolo a fare quello per cui erano pagati. (La storia del Cres continua…)

IL TOUR ALL’INTERNO DEI LOCALI

Entrare all’interno del palazzone di cinque piani è davvero molto semplice: c’è un cancello aperto. Poi, il portone d’ingresso è completamente divelto. Colpisce il silenzio dei luoghi. Ma risalta subito agli occhi la devastazione che hanno compiuto, certo non in una sola notte, decine e decine di vandali che hanno portato via di tutto e di più. L’impianto elettrico è stato completamente trafugato. Sono stati smontati tutti i computer presenti all’interno (e sono davvero tanti) per portare via i fili che contengono pochi grammi di rame. I bagni sono stati distrutti. Rimangono gli arredamenti, che sono nuovissimi. Certo un po’ vintage, ma potrebbero servire, per esempio, agli uffici comunali che in questo periodo stanno soffrendo, come la polizia municipale, a corto di sedie, scrivanie, armadi e librerie. Meglio darli a loro che attendere che qualcuno li porti via. I ladri stanno pian piano svuotando il Cres di tutto. Alcune finestre sono state smontate in attesa di essere portate via. Il palazzo confina con gli uffici dell’Ato. Una di queste finestre di collegamento è stata distrutta. Fino a pochi anni fa c’era un custode al’interno dei locali. E la situazione era tranquilla. Poi il custode fu licenziato ed iniziarono i furti. Per le scale i segni degli incendi appiccati per bruciare i cavi e rubare il rame. Le manichette dell’impianto antincendio sono state srotolate per rubare i bocchettoni, anch’essi di rame. Ci sono documenti, attrezzature che hanno un costo importante. Perfino un defibrillatore. Si ha la sensazione, percorrendo i corridoi, di sentire ancora squillare i telefoni degli uffici. Di sentire parlare i dipendenti. Ci sono tazze poggiate sulle scrivanie, penne senza cappuccio pronte a scrivere, una bottiglia di coca cola. La carta igienica nei bagni. Viene un brivido lungo la schiena, non lo nascondo. Perché lì dentro è come se tutto fosse stato interrotto all’improvviso. Come se i dipendenti siano dovuti fuggire da qualcosa che li ha sorpresi, spaventati a morte. I calendari sono fermi nel 2010. C’è una locandina che racconta di un evento, l’ultimo convegno che è stato realizzato all’interno del Cres, nella sala riunioni intonsa, con tanto di proiettore. Poi il vuoto assoluto. Gli ascensori attendono al piano terra i visitatori. Ma difficilmente saliranno fino al quinto piano…

(continua...)

(LE FOTO SONO DI VINCENZO GANCI)

Giorgio Vaiana

© Riproduzione riservata

Tags: cres - monreale - centro per la ricerca elettronica in sicilia - devastazione - furti - locali - palazzo - abbandonato - vandali - ladri - sprechi - regione - comune - monreale

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