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08/08/2014 

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Mata Hari, la spia che danzava: la storia di una leggenda

Mata Hari, la spia che danzava: la storia di una leggenda Stampa

Venne definita "donna che è lei stessa la danza". Ma finì in un brutto "giro"

Il 7 agosto 1876, nasceva a Leeuwarden, Margaretaha Geertruida Zelle, danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale e giustiziata a Vincennes il 15 ottobre 1917. La sua era una famiglia agiata ma, nel 1889, gli affari di famiglia andarono male e l'attività commerciale del padre andò a rotoli e con essa anche l'unione familiare, tanto che il padre Adam e la madre Antje, si separarono. Mata Hari, così è meglio conosciuta, si dedica così alla danza ed il 18 agosto 1905, a seguito della strepitosa esibizione al teatro Olimpya di Parigi, viene definita "donna che è lei stessa danza". Bruna, slanciata, bellissima con occhi profondi e capelli neri, lontana dallo stereotipo della classica olandese, diviene oggetto di bramosie di molti illustri e ricchi uomini dell'epoca, tanto che le giungono proposte di matrimonio da tutto il mondo. Alla fine del 1911, danza alla Scala di Milano, nella rappresentazione dell'Armida di Cluck, tratta dalla "Gerusalemme liberata" di Torquato Tasso. Collabora poi con musicisti del calibro di Pietro Mascagni e Umberto Giordano. Nel 1913 venne in Italia per una tournée che la portò a Roma, Napoli e persino a Palermo. Nel Belgio invaso dai tedeschi, Mata Hari raggiunge in maniera rocambolesca Francoforte dove, grazie ad un passaporto rilasciatogli da un funzionario dell'ambasciata, riesce ad andare ad Amsterdam, dove diviene l'amante del banchiere Van del Schalk. Nel 1915 torna a Parigi in cerca di una scrittura e diviene amante del maggiore belga Fernand Beaufort ma, alla scadenza del permesso di soggiorno, dovette far rientro in Olanda. Divenne quindi amante del console tedesco Alfred von Kreer e fu proprio in quel periodo che divenne spia al servizio della Germania. Le venne affidato il compito di fornire notizie sull'aeroporto francese di Contrexéville. Mata Hari - agente H21, fu istruita in Germania dalla spia Elsebet Schragmuller, nota come Fraulein Doktor che la immatricolò con il codice AF44. Il controspionaggio francese non stava certo a dormire e la pose sotto osservazione. Il 10 agosto 1916, contattò il Capitano Geoges Ladoux, del controspionaggio francese, il quale le concesse un visto e le propose di entrare a servizio della Francia. Mata accettò per la straordinaria somma di un milione di franchi, vantando importati conoscenze che sarebbero tornate utili alla causa ai "galletti". Si ficcò quindi in un pericoloso doppio gioco. Il 2 gennaio 1917 rientrò a Parigi ed il 13 febbraio venne arrestata all'albergo Elysée Palace per essere rinchiusa nel carcere di Saint-Lazare. Interrogata dal Capitano Pierre Bouchardon, negò ogni addebito, ma le accuse e le intercettazioni di somme di danaro e messaggi, erano schiaccianti ed a nulla valsero i tentativi di difesa di vari Ufficiali francesi che nel tempo erano passati dal suo letto. il 24 luglio 1916, ebbe inizio il processo a suo carico e dopo meno di un'ora, il Tribunale presieduto dal Colonnello Albert Ernest Somporu, emise la sentenza "in nome del Popolo francese, il Consiglio condanna all'unanimità la suddetta Zelle Marguèrite Gertrude, alla pena di morte ed al pagamento delle spese processuali". Il 27 settembre 1917, la Corte d'Appello confermò la sentenza ed il 15 ottobre, venne svegliata all'alba dal Capitano Thibaud che le annunciò che la richiesta di grazia era stata respinta. Venne quindi trasferita nel castello di Vincennes, dove, al braccio di Suor Marie, venne condotta al palo dell'esecuzione. Mata rifiutò la benda e fissò il plotone dei Dragoni a cavallo che spararono undici colpi contro di lei. Uno la colpì al ginocchio, uno al fianco ed il terzo, fatale, al cuore. Gli altri otto, in segno di galanteria, andarono a vuoto. Poi fu il Maresciallo Pétey a darle il colpo di grazia alla nuca. Il corpo che nessuno reclamò, venne trasportato all'Istituto di Medicina Legale di Parigi, sezionato e sepolto in una fossa comune. La testa di Mata Hari venne conservata e negli anni cinquanta macabramente trafugata.

Rosario Lo Cicero

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Tags: mata hari - storia - spia - danza - margaretaha geertruida zelle - danzatrice - anniversario - compleanno

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