Dal tuo Comune Monreale Palermo Alcamo Altofonte Bagheria Balestrate Belmonte Mezzagno Borgetto Camporeale Carini Casteldaccia Castellammare Castelluzzo Cefalù Cinisi Corleone Partinico Piana degli Albanesi San Cipirello San Giuseppe Jato San Vito Lo Capo Santa Cristina Gela Termini Imerese Terrasini Trabia
Facebook Page Twitter Google Plus YouTube Rss

Home Cronaca Politica Sport Eventi Palermo Regione Italia Mondo

Spazio Vitale
 
 

23/12/2015 Monreale

Cronaca

Il messaggio dell'arcivescovo Michele Pennisi a Monreale

Il messaggio dell'arcivescovo Michele Pennisi a Monreale Stampa

Riceviamo e pubblichiamo

Con il rintocco delle campane a festa risuona ancora una volta l'annunzio del Natale, che ricorda a ogni generazione che il Figlio di Dio ha condiviso la nostra fragile umanità. Il Natale non è un evento archeologico, nel quale commemoriamo la nascita di un personaggio del passato, ma è l'annunzio della nascita di un uomo nuovo che conosce l'origine della propria vita e cammina verso l'attuazione del suo destino di bellezza, di verità e di giustizia che trova in Cristo il suo fondamento.

Il Natale è la festa che ci ricorda come il cristianesimo è nato da un piccolo germoglio: “Un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Lc 2,12). «Una culla è l'inizio di ciò che germoglia / inizia di nuovo la terra, / principio del mondo è un bambino», (NOVALIS, Conforto del mondo, vieni). Il Natale è la celebrazione della nostra vera identità nella quale ricomporre in noi l'immagine e la somiglianza con Dio e risolvere il dramma della nostra alienazione.

Il Natale, al di  là di tutte le riduzioni consumistiche che ne abbiamo fatto, è un bambino che ci porta il sorriso di Dio, venuto ad asciugare le nostre lacrime. Quel sorriso è la più grande forza contro il dilagare del nichilismo e la più grande energia per ricominciare a costruire una società a misura d'uomo conforme al disegno di Dio. Il Natale è molto di più che la festa dei buoni sentimenti: è la festa della rivelazione della misericordia e della tenerezza di Dio nel volto del Bambino nato a Betlemme.  Egli è venuto per farci conoscere che il Dio in cui  crediamo è "Misericordia" e per invitarci a spalancare la porta del cuore alla sua misericordia perché noi la riversassimo sugli altri.

Quando l'uomo rifiuta di riconoscere in Gesù il volto della misericordia del Padre, allora la violenza diventa l'unica legge nei rapporti umani. In questo Natale non possiamo dimenticare il sangue di tanti innocenti sparso per opera di terroristi fanatici che, uccidendo nel nome del loro Dio, bestemmiano il vero Dio che non vuole la morte ma la vita degli uomini e delle donne creati a sua immagine e somiglianza.

Di fronte alla paura diffusa fra la gente, soprattutto in Occidente, mi sembra quanto mai attuale l'appello che papa Francesco ha fatto aprendo la Porta Santa del Giubileo della Misericordia a Roma: «Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell' incontro con la grazia che tutto trasforma».

Quando l'uomo non si accorge di Dio, allora si fa buio nell'anima, un buio che neppure  le mille luci colorate, con l'oro e l'argento degli addobbi e le note dei nostri canti potranno riuscire a  vincere. Gesù è l'unica luce capace di dissipare le tenebre del peccato, della solitudine, della disperazione. Gesù è luce che riscalda i cuori, ridona la speranza di una vita nuova, capace di espandersi e di traboccare tutt'intorno.

Con Gesù diventiamo luce anche noi per inondare della stessa luce di Cristo il mondo e la storia. Dal fragile Bambino di Betlemme impariamo cosa significa misericordia, accoglienza e solidarietà. In questo Natale uniamoci con la preghiera ai nostri fratelli e sorelle nella fede, che sono discriminati, persegui nostri fratelli e sorelle nella fede, che sono discriminati, perseguitati, messi a morte, costretti alla fuga con il silenzio vergognoso e complice di tanti.

Facciamoci  prossimo del fratello, chiunque egli sia, da qualsiasi parte provenga, qualunque sia il suo problema. Chiamati ad uno stile di accoglienza e di misericordia, in chiunque bussa alla porta guardiamo i tratti di Gesù, che ha detto: «Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35). Regaliamo a Gesù, nel giorno del Suo Natale, la nostra testimonianza di vita gioiosa, facendoci annunciatori e testimoni della buona notizia dell'amore misericordioso di Dio per tutti.

S. E. Mons. Michele Pennisi

La Redazione

© Riproduzione riservata

Tags: monreale - messaggio - natale - arcivescovo - monsignor - michele pennisi - festa - gesù - lettera -

Notizie correlate:
- 23/12/2015  Monreale, gli auguri del Pd dal doppio significato: “Sinergia con l’amministrazione”
- 23/12/2015  Monreale, inaugurata la quarta edizione del Presepe vivente
- 23/12/2015  Monreale, la “sosta selvaggia” del Suv. “Nuovi barbari in mostra”
- 23/12/2015  Buon Natale! Il video con gli auguri dei monrealesi
- 22/12/2015  Monreale, il vescovo convoca i sindaci del comprensorio: “Bisogna fare rete”

Ottica Nuova Visione Monreale
COMMENTI




















Testata Giornalistica Registrata - Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013
Direttore Responsabile Giorgio Vaiana - Condirettore Responsabile Michele Ferraro

Versione Mobile - Disclaimer - Pubblicità - Privacy - Scriveteci
© 2018 - Migi Press Snc - vincenzoganci.com - Codice Sorgente di Fp Web