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06/02/2015 Monreale

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Da Monreale a Castelbuono, Paolo Scalia: "Così continuo ad insegnare il calcio"

Da Monreale a Castelbuono, Paolo Scalia: "Così continuo ad insegnare il calcio" Stampa

Ha allenato l'Audace Monreale conquistando una promozione

Tra pochi giorni il Girone B della Promozione siciliana scriverà uno dei suoi capitoli più attesi e intriganti: lo scontro al vertice tra le due squadre in vetta alla classifica. L’una, il Rocca, squadra “costruita” per essere la mattatrice indiscussa del torneo, ma che, complici dei momenti di appannamento che le hanno fatto perdere per strada dei punti preziosi, si trova in condizione di non poter assolutamente abbassare la guardia; l’altra, il Castelbuono, che sotto l’esperta guida di un ottimo e preparato conoscitore del calcio siciliano di categoria, Mister Paolo Scalia, le insidia la leadership in virtù di un’esaltante rincorsa che dura da ben 14 risultati utili consecutivi, iniziati dopo l’ultima sconfitta subita proprio a Rocca: da allora ha conquistato ben 36 punti sui 42 disponibili, ed attualmente condivide la testa della classifica con i rivali biancazzurri. Questa performance, per qualcuno inaspettata, ci venne pronosticata alcuni mesi fa in tempi non sospetti nel corso di un’intervista proprio dal Presidente Giacobbe, quando il distacco tra le due squadre era ancora di parecchi punti.

Abbiamo provato ad analizzare con Mister Scalia la condizione della sua squadra, e, più in generale, il possibile scenario offerto dal Campionato in questo momento cruciale del torneo.

Mister, la sua squadra non perde da 14 giornate, ma addirittura da 8 partite non subisce reti. Qual è il suo segreto?

L’applicazione costante e sistematica prima in allenamento e poi in partita di quelle situazioni di gioco che portino ai maggiori vantaggi per noi e alle maggiori difficoltà per gli avversari: posizioni intelligenti in campo, occupazione delle linee di passaggio in non possesso, inserimenti senza palla nelle fasi d’attacco là dove l’avversario ha delle lacune. Subire poche reti non è solo merito della difesa, ma di un’intera squadra che fa in modo che i pericoli per noi siano ridotti al minimo.

Abbiamo visto la sua squadra giocare con diversi moduli, senza ugualmente subire gli avversari.

Ho la fortuna di allenare un gruppo composto da ragazzi con una vera mentalità professionistica e dotati di un’eccellente duttilità e intelligenza tattica. Noi scendiamo in campo sempre per imporre il nostro gioco, ma, siccome anche gli avversari hanno il loro, ciò significa, sia in partenza che nel corso della stessa partita, di essere in grado di sapersi adattare alle varie fasi di gioco, che possono rivelarsi diverse da quelle che avevamo previsto.

E’ evidente nei movimenti dei suoi uomini in campo una costante applicazione del concetto di squadra: non pensa che ciò penalizzi le individualità più spiccate?

Guardi, non faccio che ripetere ai miei ragazzi che 1, 2 o 3 uomini, da soli, non vinceranno mai le partite: il genio può forse risolverne qualcuna, ma in un lungo e faticoso torneo è l’esaltazione del concetto di squadra che risulterà vincente, anche perché, in questo contesto, anche le individualità finiscono per trovare la loro consacrazione.

Parliamo dei vostri prossimi rivali. Ha già in mente quali alchimie mettere in atto per batterli?

Indubbiamente, il Rocca è una compagine forte e dall’ossatura collaudata, composta in gran parte da uomini sicuramente di categoria superiore. Certo è che proveremo a render loro la vita difficile, adottando le misure più opportune per impedire loro di fare quello che meglio sanno fare e creare loro dei problemi là dove possono mostrare qualche piccola crepa, dal momento che un atteggiamento tattico spiccatamente e costantemente offensivista, è giocoforza che possa pagare un qualcosina in chiave difensiva. Sono comunque certo che sarà una partita bella, palpitante e giocata a ottimi livelli tecnici, anche se non la considero decisiva per nessuna delle sue squadre.

Oltre a voi e al Rocca, chi considera come maggior pretendente a fare da terzo incomodo in prospettiva Eccellenza?

Non ho dubbi: il C.U.S. Compagine esperta e guidata da un tecnico dinamico e vulcanico, penso, anche se non lo spero, che abbia le potenzialità di venir fuori alla distanza nelle ultime battute, coi primi caldi. Un gradino sotto vedo il Cefalù, dove i nuovi innesti stanno tardando a dare i frutti sperati.

Un’ultima domanda. Per renderla felice, cosa aggiungerebbe a questo Castelbuono?

Mi sarebbe piaciuto avere uno juniores forte interditore a centrocampo, capace tatticamente e fisicamente di saper fare il cosiddetto “gioco sporco”. Ma non ce l’ho, e va bene così.

La Redazione

© Riproduzione riservata

Tags: monreale - castelbuono - paolo scalia - promozione - calcio - audace - mister -

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